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22 Aprile 2013

La bridal designer Elisabetta Delogu ci parla del suo bridal style nell’atelier di fiori di Rosalba

La bridal designer Elisabetta Delogu ci parla del suo bridal style nell’atelier di fiori di Rosalba

Intervista a Elisabetta Delogu nel flower space di Rosalba a Milano

Articolo pubblicato su ELLE.IT (Link alla pagina originale)

 

Moda, musica e natura sono state le protagoniste del nostro insolito e imprevedibile sabato pomeriggio a Milano nell’Atelier di Fiori di Rosalba Piccinni dove abbiamo intervistato Elisabetta Delogu, bridal designer di Atelier Regina.

La stilista è arrivata per noi (ma non soltanto) da Sassari e ci è sembrato doveroso accoglierla in un luogo a lei familiare dove potesse ritrovare, almeno in parte, la bellezza e il fascino della natura della sua regione.

E così il flower space di Rosalba si è trasformato improvvisamente in un palcoscenico ideale per raccontare lo stile eccentrico delle bridal collection di Elisabetta dal mood rétro ispirato agli anni ’30 con citazioni gotich-chic.

I suoi abiti da sposa prevedono sofisticate costruzioni stilistiche che privilegiano contemporaneamente irresistibili silhouette dal sapore antico e moderno attraverso materiali pregiati e unici come i pizzi tipici della sua isola.

A fare da sottofondo all’intervista di Elisabetta Delogu sono state le note dell’album di Rosalba che per chi non lo sapesse è anche una straordinaria vocalist-jazz.

 

L’INTERVISTA A ELISABETTA DELOGU

Ci può raccontare il mood delle sue creazioni bridal?

Mi ispiro tantissimo al concetto di eleganza degli anni ’30 e lo reinterpreto con elementi forti, decisi e anticonvenzionali. La mia filosofia consiste proprio nel recuperare tutto ciò che è antico e renderlo attuale ma soprattutto originale. Come i pizzi pregiati che acquisto nei vari mercatini del mondo e nelle boutique vintage.

Come definirebbe i suoi abiti da sposa?

Preziosi, eleganti ma anche sensuali. I miei modelli esaltano la silhouette nei punti giusti e mimetizzano eventuali imperfezioni. Inoltre, devo dire, che anche se gli abiti si richiamano alla cultura sarda, nell’utilizzo di alcuni materiali e lavorazioni, non per questo esprimono un concetto folkloristico dell’abito.

Quali saranno le novità per il 2014?

Sto realizzando degli abiti tagliati a sbieco dalle linee molto sobrie ed essenziali con pizzi applicati sui tessuti piuttosto corposi come il raso e il cady di seta che enfatizzano il tema anni’ 30.

Il colore è naturalmente il bianco – avorio dalle sfumature, a volte, seppiate come quelle che io realizzo sui veli di tulle dopo che li intingo nel tè.

Uno dei suoi must bridal dress?

Un modello di pizzo con schiena scoperta o magari velata dai preziosi ricami che esaltano la seducente silhouette dell’abito con tanto di strascico.

 

16 Aprile 2013, Giovanni Battista Sparacio